martedì 18 maggio 2010

Ho capito che semplicità e felicità vanno sempre a braccetto.
Alla semplicità si arriva attraverso un’opportuna e severa selezione: delle priorità, delle possibilità, dei modi in cui utilizzare il tempo, delle persone cui si sceglie di accompagnarsi.
In pratica bisogna scegliere. Per togliere.
E’ il superfluo che troppo spesso occupa la stragrande maggioranza del tempo, a intossicarci. Facendoci perdere di vista l’essenziale. In fondo basterebbe un piatto saporito, un bicchiere di vino, un animale da amare. Il tutto condiviso con la persona che ami. E' tutto lì.
Qualcuno un giorno ha detto al mio fidanzato che un uomo nella vita dovrebbe scrivere un libro, piantare un albero e fare un figlio. Per realizzare l’esperienza della Felicità. Tutto il resto è solo contorno. Beh io credo che quest’uomo abbia capito un bel po’ di cose.

E’ necessario togliere per fare spazio. Alle cose e alle persone (poche) cui, tra quelle che pensiamo meritare per davvero, decidiamo di investire. L’intensità e la qualità delle relazioni sono inversamente proporzionali al numero di persone con cui interagiamo. E’ matematicamente impossibile avere tanti amici senza perderci in intensità e qualità.
L’amicizia, come l’amore, come ogni rapporto, va curato giorno per giorno, bisogna investirci tempo, attenzione, interesse, raccogliere le energie per affrontare i periodi un po’ così per costruire quell’intensità che diventa esclusiva e che ti porta alla felicità.
Anche il tradimento non è solo meschino e doloroso per chi lo riceve. Ho sempre pensato che fosse in primo luogo un enorme passo indietro verso la felicità per chi lo compie. Una incapacità a vivere in definitiva.
La felicità è una scelta. La più difficile. E un lavoro. Credo il più faticoso. La felicità non è mai un dono o una fortuna o peggio ancora un miracolo.

giovedì 29 aprile 2010

Il primo blog è stato su splinder. splinder fa schifo e lo splinderiamo medio mi perplime. Poi ho scoperto Facebook e così ho iniziato a coltivare la mia misantropia ormai famosa da lì.
Che poi magari uno pensa che c'ho proprio l'estro dello scrivere. E invece no.
Quando da piccola ho letto il libro di Anna Frank, ho iniziato subito a scrivere un diario anche io. E' stato il mio primo approccio a cose di questo tipo. Scrivere in modo costante e regolare intendo. Ma io non sono un tipo costante e regolare.
Sono talmente irregolare che non riesco a tenere lo stesso template per più di tre miei accessi qui.
Ho scritto "template". A me fa ancora senso il gergo.
Arrivederci.
La gente immortala ogni secondo della propria esistenza con degli scatti per poi correre a condividerli con il resto del mondo. Forse così pensano che loro vita diventi superfiCa e si sentono importanti. Photoshop è senz'altro più utilizzato di word o excel. Di facebook no. Anche perchè vanno di pari passo. A me la fotografia piace. A mio modo di vedere migliora la vita offrendo la possibilità di emozionarci attraverso i ricordi che ci offre. Mò invece si vive per fotografare e poi mostrare.
Abbasta intasare la Rete ccon le vostre foto finto artistiche.

giovedì 22 aprile 2010

Le persone che mi circondano in questo momento ce la mettono tutta per aumentare la mia già sviluppata e radicata misantropia. Il fatto che ci riescono oltre ogni aspettativa. Fanculo è il mood di oggi.

venerdì 12 marzo 2010

Io non sarò a Milano, ma voi , voi che rimanete e potete, Fate la Cosa Giusta: andateci.
Fino a domenica 14!
http://falacosagiusta.terre.it/

martedì 9 marzo 2010

"Nel paese della bugia la verità è una malattia"
- G. Rodari-

Oggi leggevo questa cosa del Disma di Radio Popolare, che è troppo simpaticissimo e dice pure cose giuste, relativamente a questo articolo qui.
E' vero oggi si ha il potere di costruirsi la propria Verità anche se verità non è. Di sfuggire le dovute scuse, le punizioni, le regole. Per altro è una pratica molto semplice e vincente: i diffusi disinteresse e disinformazione rendono la manipolazione del vero e la distortura delle percezioni cosa facilissima. questo spiega perchè vengono pure creduti. e peggio ancora votati.

giovedì 4 marzo 2010

About Love

La Piz: “...E quindi mi ha detto che aveva un’offerta da farmi, di muovermi a scendere perché altrimenti ti avrebbe presentato un sacco di bellissime ragazze russe”
Lui: “ E non ti ha dato altri dettagli?”
La Piz: “ Eh no. Non mi ha detto nulla, se non che si trattatava di un ruolo marketing”
Lui: "No, sulle ragazze russe dicevo….”